mercoledì 13 ottobre 2010

BIBE ET IMPERA INAUGURA LA STAGIONE INVERNALE

IL BIBE ET IMPERA INAUGURA LA STAGIONE INVERNALE CON UNA MOSTRA DEL FOTOGRAFO MAURO TAMBURINI
 
Giovedì 14 ottobre riapre il Bibe et Impera, bar gastronomico in viale Trieste 5 a Pesaro.
Per loccasione alle 20,30 verrà inaugurata la mostra fotografica Il lato chiaro di Mauro Tamburini.
Il fotografo presenta immagini non professionali selezionate da foto ricordo scattate durante i suoi viaggi e a lato di servizi di reportage. Linaugurazione sarà accompagnata da un aperitivo-dibattito a cui parteciperanno lo stesso autore e il giornalista Paolo Angeletti.
La stagione invernale del Bibe et Impera si apre con la nuova collaborazione della chef Orietta Gasparatto, nota per aver gestito negli ultimi anni il ristorante La Capanna del Marinaio a Casteldimezzo, e portatrice di una cucina che lei stessa definisce Un cibo sano, energico, atto a nutrire con rispetto e piacere. Armonia di sapori che si incontrano in una pietanza che si lascia mangiare, parlare, ricordare. Quello che il mare offre
la terra la stagione
luomo la passione.
 
Alleghiamo la presentazione di Paolo Angeletti della mostra fotografica Il lato chiaro del fotografo Mauro Tamburini
 
Ci sono tanti modi per fotografare. E quindi di essere fotografi: c'è chi si considera un semplice osservatore e usa l'obiettivo per cogliere gli aspetti della vita quotidiana. Vita che può essere consumata in Africa o in Centro America,  in India o in Argentina oppure sotto casa. In questo caso è difficile vedere immagini costruite o soggetti in posa.
Sempre nel segno di questo impatto minimalista trova una sua dimensione anche chi, invece, dai luoghi comuni di tutti i giorni e latitudini riesce ad esaltare l'imprevedibile: fissare nascoste verità e clamorosi istanti di imprevedibilità. Ritraendo persone o orizzonti.
Altri ancora stravolgono la realtà: utilizzano obiettivi grandangolari e la messa a fuoco va sugli aspetti distorsivi, prospettive oscure e immagini che allo stesso tempo sconfinano nel rigore della grafica.
Il catalogo ci offre anche il fotografo specializzato nella documentazione, qualunque essa sia. Questa caratteristica esige un coinvolgimento, passionale o critico, nei confronti del soggetto scelto. L'immagine segue una sua costruzione ma non necessariamente un set definitivo e l'occhio cerca di fissare momenti e aspetti schietti e non artefatti.
Mauro Tamburini, che ha in sé tante di queste caratteristiche, ama raccontare il mondo (quello grande e lontano come quello piccolo e vicino) con un carattere distintivo fondamentale: l'attenzione, ma soprattutto, il rispetto per le persone che popolano questi luoghi. Baraccopoli, prigioni, bazar o mercati che siano. Visitati e attraversati per tante volte ma ancora capaci, però qui entra in gioco solo l'abilità e la bravura dell'autore, di stupire e sorprendere.
Con questa mostra Tamburini ci sorprende proponendoci una serie di foto-ricordo. Sono immagini che per sua stessa scelta sono rimaste escluse da reportage e mostre ufficiali, costituiscono però un aspetto sconosciuto e importante. È il racconto più intimo del viaggio, fotografie che colgono i momenti di relax, le battute con gli amici e perfino le inevitabili incomprensioni. È un dietro le quinte lieve, un back stage allegro, un modo di fermare quegli istanti d'affetto e di complicità senza i quali, forse, verrebbe a mancare l'approccio decisivo per il risultato perseguito.
Un semplice gioco che oltre il più sofisticato dei set o la più insidiosa delle situazioni ha il pregio di svelare il lato chiaro del fotografo.
 
 

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